Microcitoma: diagnosi precoce e tempestività del trattamento

Il carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC o microcitoma) è una neoplasia particolarmente aggressiva, caratterizzata da fenotipo neuroendocrino, con elevato indice proliferativo e rapida tendenza alla metastatizzazione, tanto che il 70%-80% dei pazienti riceve una diagnosi di malattia avanzata, definita come stadio esteso (ES) secondo il sistema di stadiazione Veterans’ Administration Lung Study Group (VALG).1

La prognosi dei pazienti affetti da microcitoma polmonare con malattia estesa è particolarmente infausta, con sopravvivenza globale mediana, invariata da anni, inferiore ai 12 mesi.2

La diagnosi precoce di SCLC è quindi un aspetto cruciale: la maggior parte dei pazienti presenta metastasi alla diagnosi, con limitate possibilità di intraprendere un trattamento con potenziale curativo.3

La tempestività della diagnosi e del trattamento possono influenzare la sopravvivenza4

A causa di sintomi generalmente aspecifici, il microcitoma è spesso diagnosticato tardivamente5, con impatti negativi sulla prognosi.4 Idealmente, un test di screening dovrebbe individuare la malattia in una fase iniziale quando è ancora potenzialmente curabile.6 Come indicato dalle linee guida NCCN, la TAC a basso dosaggio probabilmente non è utile per lo screening del microcitoma: a causa della sua natura aggressiva la malattia sintomatica può, infatti, svilupparsi tra i controlli annuali limitando così la potenziale riduzione della mortalità attraverso lo screening.6


L’iter diagnostico del microcitoma dovrebbe essere tempestivo per poter iniziare precocemente la terapia, idealmente entro 7-10 giorni dalla comparsa o dall’aggravamento dei sintomi.5

Un adeguato percorso diagnostico e una valutazione del performance status sono essenziali prima della terapia e durante il follow-up.5

Oltre ad un'anamnesi approfondita e a un esame obiettivo, l’iter diagnostico del microcitoma comprende:

 

Come si presenta il microcitoma al microscopio?6

Secondo l'attuale classificazione OMS, la diagnosi di SCLC può essere posta in modo affidabile sulla base di analisi istologiche e citologiche di routine; tuttavia, nei casi in cui le caratteristiche istologiche risultano equivoche o se il patologo lo ritiene opportuno, può essere necessaria l’integrazione di tecniche di immunoistochimica.7

Sebbene esistano criteri diagnostici per la definizione di microcitoma, i problemi di campionamento, gli artefatti di fissazione e la variabilità morfologica delle cellule tumorali possono potenzialmente rendere difficile la diagnosi di SCLC.7

Al microscopio:

  • cellule di piccole dimensioni6
  • forma rotonda o ovale5
  • colore bluastro6
  • rapporto nucleo/citoplasma elevato6
  • cromatina finemente granulare6
  • nucleoli assenti o poco rappresentati6

Biomarcatori e prospettive future

La caratterizzazione molecolare dei tumori del polmone è un elemento fondamentale del percorso di diagnosi e cura del paziente, alla luce della possibilità di raccomandare trattamenti a bersaglio molecolare in popolazioni selezionate per la presenza o l’espressione di un determinato marcatore.

 

Per lungo tempo, l’algoritmo di trattamento del microcitoma è rimasto invariato nonostante i numerosi tentativi di trovare opzioni terapeutiche alternative che potessero migliorare le risposte cliniche ed incrementare i tassi di sopravvivenza dei pazienti.

 

Lo scenario terapeutico è recentemente cambiato, dopo circa due decenni, grazie all’avvento dell’immunoterapia.1 I farmaci immunoterapici (immune checkpoint inhibitors - ICI), basano il loro meccanismo d’azione sulla stimolazione del sistema immunitario contro le cellule tumorali attraverso l’inibizione di regolatori negativi (checkpoint immunitari) quali PD-L1/PD-1 e CTLA-4.L’immunoterapia ha rivoluzionato l’approccio terapeutico in molteplici neoplasie, rendendo potenzialmente curabili malattie precedentemente considerate incurabili.

 

Sebbene nel microcitoma in stadio esteso l’immunoterapia abbia influenzato significativamente il decorso della malattia, sono ancora ancora tanti i quesiti a cui dare una risposta.9

  • Quali sono le modalità migliori per implementare l’immunoterapia?9
  • Quali pazienti ne trarrebbero maggior beneficio?9
  • Come potenziare le risposte al trattamento?9

 

Ad oggi nella pratica clinica non si dispone di biomarcatori che possano predire la risposta di un paziente all’immunoterapia nel microcitoma.3

A differenza di quanto accade in altri tipi di tumore al polmone, l’identificazione di bersagli terapeutici nell’ambito del microcitoma ha da sempre rappresentato una sfida, in parte perché le mutazioni più comuni identificate sono del tipo loss of function.10

Biomarcatori efficaci, diagnosi precoce e progressi nelle strategie terapeutiche sono gli elementi cruciali per migliorare la sopravvivenza e ridurre l’impatto di questa grave patologia.3

Bibliografia

  1. Minuti G et al. Recenti Prog Med 2021; 112: 1-8.
  2. Jackman DM, Johnson BE. Small-cell lung cancer. Lancet 2005; 366: 1385-96.
  3. Krpina K et al. Biomedicines 2023;11(7):1982.
  4. Radzikowska E et al. Adv Exp Med Biol 2013:788:355-62.
  5. Huber RM et al. Breathe 2012. Vol 8 n.4. DOI: 10.1183/20734735.013211.
  6. NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology (NCCN Guidelines®). Small Cell Lung Cancer Version 2.2024 — November 21, 2023.
  7. Thunnissen E et al. J Thorac Oncol. 2017;12(2):334-346.
  8. AIOM Linee Guida Neoplasie del polmone. Edizione 2021, aggiornata a ottobre 2021.
  9. El Sayed R et al. Curr Oncol 2021;28(5):4093-4108.
  10. Taniguchi H, et al. Front Oncol 2020;10:741.

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